Novità

MUSA RIBELLE

Roma, 1637.
Il volto della donna è luminoso, le chiome allentate, le labbra schiuse, come la camiciola sul petto pieno, un’espressione di abbandono sul viso. Nello studio di Gian Lorenzo Bernini, quella scultura si distingue da tutte le altre: non c’è un committente, non è nata per accrescere la fama del suo artefice. È il frutto di un legame privato, d’amore per Costanza Piccolomini, la giovane donna che lo ha sedotto e gli ha invaso ogni pensiero. Bernini non è nuovo alla passione, né agli eccessi. Fin dall’infanzia a Napoli, nei Quartieri Spagnoli, quando girava armato di coltello ma poteva trascorrere un giorno intero ad ammirare il mare in tempesta. Adora tutto ciò che è estremo, fuori misura, mostruoso perfino, pur che scateni in lui un’emozione.

È per questo che papi e porporati sono ai suoi piedi e si contendono il suo favore: le opere di Bernini non sono di marmo, bruciano, palpitano di vita. Tutti vogliono quelle sculture così lontane da ciò che l’arte fin lì conosciuta ha prodotto. Costanza però ha qualcosa che lo attrae come mai nessuna prima di lei.

È viva, curiosa di quell’universo che in quanto donna di modesta condizione le è precluso, tenacemente legata alla propria indipendenza, sensuale eppure non disposta ad annullarsi neanche per l’uomo che potrebbe regalarle un destino dorato, eternare il suo nome nei secoli. Lui è abituato a un mondo che si arrende al suo talento e alla sua forza, come la pietra obbedisce alle sue mani. Lei è ambiziosa e ribelle, ha sogni che nessun legame può contenere.

Amore, possesso, libertà e violenza trascinano il genio e la sua musa verso l’inevitabile, attori di una tragedia che il tempo non consuma.

In evidenza

Ultime uscite in libreria

BLOG

Pillole di letteratura, storia, arte e varia umanità