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	<title>Varie &#8211; Carla Maria Russo</title>
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	<description>Tutti i libri dell&#039;autrice</description>
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	<title>Varie &#8211; Carla Maria Russo</title>
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		<title>Recensione di Cuore Di Donna a cura di Eleonora Tassoni (libreria Rinascita di Ascoli)</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 14:28:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È una storia di coraggio, del coraggio che solo le donne sono capaci di trovare. Maria Inez ha una storia di abusi, povertà e rinuncia, e sembra seguire le orme di tante altre invisibili sorelle, condannate da una società che le vede inferiori perché donne, fragili, immigrate. Ma anche quando tutto sembra perduto può accadere [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È una storia di coraggio, del coraggio che solo le donne sono capaci di trovare. Maria Inez ha una storia di abusi, povertà e rinuncia, e sembra seguire le orme di tante altre invisibili sorelle, condannate da una società che le vede inferiori perché donne, fragili, immigrate. Ma anche quando tutto sembra perduto può accadere un piccolo grande miracolo. Il miracolo in questione si chiama Ann Bennett, per certi versi anch&#8217;essa costretta a lottare per affermare il suo diritto a esistere. Maria Inez rischia la morte perché accusata di aver assassinato il suo torturatore e aspetta il verdetto nel carcere di Sing Sing. Ann è una delle prime avvocate della storia che decide per amore della verità e di tutte le sorelle senza voce di assumerne la difesa. Sarà questa sorellanza a dare nuovo senso all&#8217;espressione &#8220;cuore di donna&#8221;: da insulto contro una presunta debolezza diventa il centro palpitante di una ricerca della giustizia che non si arrende. Ann è un&#8217;eroina che ci insegna la lezione più importante: nessuna di noi è libera se non è libera e al sicuro la più fragile delle nostre sorelle. Carla Russo ha dato voce a grandi figure femminili nella storia e con quest&#8217;ultimo romanzo fa luce su una pagina preziosa del passato, purtroppo ancora oggi quanto mai attuale.</p>
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		<title>Recensione di Cuore Di Donna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Mar 2023 09:07:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ho iniziato la lettura del libro subito dopo l&#8217;acquisto a Montagano. Dentro di me nutrivo la sensazione che mi avrebbe catturata e coinvolta e non mi sono sbagliata. Sin dalle prime pagine la storia mi è entrata dentro e con molta fatica ho dovuto frenare la smania di leggerla tutta d&#8217;un fiato, per evitare che [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ho iniziato la lettura del libro subito dopo l&#8217;acquisto a Montagano. Dentro di me nutrivo la sensazione che mi avrebbe catturata e coinvolta e non mi sono sbagliata. Sin dalle prime pagine la storia mi è entrata dentro e con molta fatica ho dovuto frenare la smania di leggerla tutta d&#8217;un fiato, per evitare che finisse troppo presto. Una scrittura scorrevole, chiara, godibilissima, capace di trasformare le parole in fotogrammi che man mano si sono uniti e hanno dato vita ad un film appassionato, avvincente, coinvolgente, di quelli che ti fanno rimanere svegli fino a tarda ora. Ho immaginato i volti di Maria Inez, dell&#8217;indomita Ann, dell&#8217;affascinante Charles, di Joe Petrosino e della coraggiosa Rita, associandoli ai volti dei miei attori preferiti, godendo della intensa interpretazione dei personaggi loro assegnati. Ho sofferto con loro, ho gioito con loro, ho provato ad immaginare le fatiche, i sacrifici, i pregiudizi di cui sono stati bersaglio, oltre alla delusione della tanto decantata &#8220;terra promessa&#8221;. Mi ha molto colpito la descrizione di quel gomitolo di lana le cui estremità erano nelle mani di chi partiva e chi restava, quel suo srotolarsi man mano che la nave si allontanava dal porto &#8220;ultimo legame tra due anime che nessuno sapeva se si sarebbero mai riviste &#8221; Solo a pensarci si è presi dallo smarrimento, dall&#8217;angoscia, proprio perché viviamo in un&#8217;epoca in cui si è costantemente connessi in ogni luogo ed in ogni momento. Onore quindi a chi ci ha preceduto, a chi con il proprio sacrificio ci ha consentito una vita migliore, a tutte le Ann Bennett che non si sono mai arrese, che hanno lottato e lottano per affermare i propri diritti, a tutte le Maria Inez condannate senza appello, a tutti i Joe Petrosino che compiono il loro dovere ogni giorno con correttezza e senso di responsabilità, a tutte le Rita Mancuso che non si piegano ai soprusi ed ai ricatti ed un grazie a te per il tuo romanzo che benché non &#8220;storico&#8221;, ci ha raccontato la &#8220;storia&#8221; di un&#8217;epoca nella quale a vincere è il coraggioso ed immenso cuore delle donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Recensione a cura di Rita Caterina, lettrice </p>
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		<title>Recensione di Cuore Di Donna su Libero del 20 gennaio 2023</title>
		<link>https://carlamariarusso.com/recensione-di-cuore-di-donna-su-libero-del-20-gennaio-2023/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 10:35:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Andrea Camprincoli &#8220;La prima avvocatessa Usa che difese un&#8217;italiana dalla sedia elettrica&#8220; Quando la mafia a New York si chiamava &#8220;Mano nera&#8221;, accadde un fatto che richiamò l&#8217;attenzione della stampa internazionale. L&#8217;Italia e gli Stati Uniti finirono sotto i riflettori dell&#8217;opinione pubblica mondiale. In America era stata abolita da un trentennio la [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">A cura di Andrea Camprincoli</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>La prima avvocatessa Usa che difese un&#8217;italiana dalla sedia elettrica</strong>&#8220;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la mafia a New York si chiamava &#8220;Mano nera&#8221;, accadde un fatto che richiamò l&#8217;attenzione della stampa internazionale. L&#8217;Italia e gli Stati Uniti finirono sotto i riflettori dell&#8217;opinione pubblica mondiale. In America era stata abolita da un trentennio la schiavitù (1865) ma dominavano ancora i sentimenti razzisti verso i neri, le donne e gli immigrati. Se poi eri donna, immigrata e italiana eri già &#8220;carne da macello&#8221; pronta per la sedia elettrica. Come accadde alla povera Maria Inez Cortese (nome inventato). Una italiana, immigrata, al centro di un caso giudiziario ricco di colpi di scena, che segnò un prima e un dopo nella società civile americana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Era accusata di aver assassinato il marito e già condannata in primo grado alla sedia elettrica. La discriminazione verso le donne avveniva anche nelle classi più abbienti, vietandone l&#8217;accesso alle professioni. Seppure laureate, le giovani donne finivano per fare le assistenti. Segretarie, figure anonime di &#8220;supporto&#8221;. Poi nel 1895 arrivò <strong>Miss Ann Bennett</strong> – un nome di fantasia di professione prima avvocatessa degli Stati Uniti d&#8217;America. A lei toccò il compito di difendere la povera italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di queste due donne è al centro del romanzo storico Cuore di donna (Piemme, pp. 434, euro 18,90), di Carla Maria Russo. Una grande scrittrice che ci commuove senza affogarci nella melassa<br>sentimentale degli incapaci (una rarità!). Con l&#8217;altro dono prezioso di avere una scrittura cinematografica in grado di portarci dentro la New York dei gangster che gravitavano nella Little Italy. Erano gli uomini affiliati alla Mano Nera. Tipacci col coltello a serramanico sempre in tasca. Gestivano il giro della prostituzione e facevano pagare &#8220;il pizzo&#8221;, in cambio di protezione da altri briganti. A dargli la caccia vi era il leggendario italoamericano Joe Petrosino. Il primo poliziotto italiano a diventare sergente capo della polizia di New York, vincendo le angherie dei suoi colleghi irlandesi. La storia di Maria Inez, fatta di violenze fin dalla nascita, è basata su fatti reali. Fu la prima detenuta rinchiusa nel carcere duro<br>di Sing Sing, la cui storia tragica ci terrà incollati alle pagine, col fiato sospeso, fino all&#8217;ultima parola. Si scoprirà la verità solo alla fine. Un bellissimo romanzo giallo. Il razzismo verso gli immigrati italiani ricorda il famoso caso giudiziario di Sacco e Vanzetti, tradotto nell&#8217;indimenticabile pellicola cinematografica del 1971, diretta da Giuliano Montaldo. Ma qui vi è anche l&#8217;avvocatessa Bennet, altro personaggio storico (romanzato), assunta dalla Nawsa (Associazione femminile per il voto alle donne). Le avevano affidato il caso proprio perché si trattava di una causa persa? E quindi la preannunciata sconfitta avrebbe rafforzato le convinzioni razziste verso le donne? O piuttosto per dimostrare l&#8217;esatto contrario? Che solo una donna avrebbe potuto portare alla salvezza un&#8217;innocente? Solo il cuore delle donne, sembra ricordarci findal titolo, potrà farlo.</p>
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		<title>Recensione di Cuore Di Donna</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2022 16:42:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta la protagonista è una figura femminile, forte e indistruttibile in apparenza, unafigura che man mano si delinea, si definisce, e diventa così grande e imponente da rubare tutto lospazio possibile all&#8217;attenzione. È una figura verso cui non puoi non inchinarti per la suaperseveranza e ostinazione.Eppure, è anche un romanzo corale, perché sono [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta la protagonista è una figura femminile, forte e indistruttibile in apparenza, una<br>figura che man mano si delinea, si definisce, e diventa così grande e imponente da rubare tutto lo<br>spazio possibile all&#8217;attenzione. È una figura verso cui non puoi non inchinarti per la sua<br>perseveranza e ostinazione.<br>Eppure, è anche un romanzo corale, perché sono tanti i comprimari e le figure che si aggiungono,<br>inserendo tasselli su tasselli alla storia principale, quella di Maria Inez Cortese, che, in corso<br>d&#8217;opera, si arricchisce e si dirama in storie parallele, alternate a lunghi flashback.<br>Lo definirei una interminabile, avvincente arringa, ricca di sfumature e chiaroscuri, perché tanti, ma<br>tanti sono gli squarci di luce che a poco a poco si allargano, facendo intravedere l&#8217;ultimo faro, in<br>apparenza irraggiungibile: la salvezza da un&#8217;atroce condanna a morte, la sedia elettrica.<br>Errori di valutazione, colpe e concorsi di colpa: nulla manca alle storie che saltano continuamente<br>dall&#8217;America all&#8217;Italia. E sullo sfondo un problema irrisolvibile e annoso: l&#8217;EMIGRAZIONE.<br>E tutto è raccontato in maniera così viva e immediata che il lettore si sente da subito coinvolto e<br>spinto ad andare avanti e a superare man mano i flutti di un mare sempre più agitato, fino all’esito<br>finale.<br>Tante le donne eroine, Maria Inez in primis. E poi l&#8217;avvocato-donna Ann Bennett, la prima di<br>genere femminile che ha il coraggio di accettare l’incarico della difesa nel processo di appello. Le<br>sono accanto la presidente della NAWSA (acronimo della National American Women Suffrage<br>Association) e varie altre signore impegnate nello stesso campo, tra cui la moglie del direttore del<br>carcere di Sing Sing dove è stata trasferita Maria Inez. Sarebbero le cosiddette aiutanti, per dirla<br>alla Propp.<br>L&#8217;uomo, dapprincipio, è solo di contorno eccezion fatta per Joe Petrosino, il famoso poliziotto<br>siculo americano chiamato in causa per risolvere questo caso di palese ingiustizia sociale, Remo,<br>il primo e unico amore di Maria Inez, e il giornalista, Charles Dickinson, che diventerà amico e<br>collaboratore di Ann Bennett, oltre al direttore del carcere e al magistrato del processo di appello.<br>Molte anche e degne di nota le mamme che popolano la storia, a cominciare da quelle di Maria<br>Inez: la mamma adottiva, soprattutto, e poi quella naturale che uscirà presto di scena.<br>Tutte figure variegate e sfaccettate, vittime anche loro dell’ignoranza e dei pregiudizi del tempo.<br>Li ho letti quasi tutti i libri di Carla Maria Russo, ma questo è sicuramente uno dei più avvincenti.<br>Mattoncino su mattoncino, la difesa di Maria Inez, accusata e condannata per aver ucciso il<br>marito, Cataldo Motta, grazie all’avvocato-donna Ann Bennett, si va costruendo e consolidando<br>per il processo d’appello, affiancata dai dibatti e commenti della pubblica opinione sulla carta<br>stampata. E, come in un lungo film, sequenza dopo sequenza si snoda quella che appare come<br>un’impresa impossibile: la battaglia di Ann Bennett contro la pena di morte, inflitta all’imputata nel<br>primo processo.<br>Attraverso una lettera dell’ex fidanzato di Ann, Simon Ford, anche lui avvocato, vengono fuori dei<br>nodi irrisolti: la tutela dei principi etici e civili: il razzismo, la pena di morte e i diritti delle donne. in<br>un’atmosfera di un&#8217;epoca intrisa di pregiudizi, superficialità e violenza gratuita contro il genere<br>femminile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia è un susseguirsi di colpi di scena in atmosfere e ambienti disparati, dai più elevati ai più<br>umili. e degradati : dall’alta borghesia fino ai bassifondi.<br>E tutto grazie alla penna prolifica di Carla Maria Russo che rende oro tutto quello che tocca.<br>In questo caso la tematica trattata la coinvolge più del solito.<br>La scrittrice possiede una scioltezza e una levità nel raccontare e cucire fatti e particolari, anche<br>scabrosi che riguardano il genere femminile. Ed è come se un velo man mano si squarciasse;<br>come se un sipario fatto di velo si aprisse lasciando palcoscenico e scena completamente aperti e<br>a vista svelando gli angoli più reconditi.<br>La chiusa appare come una liberazione dovuta a quella voglia di riscatto che riesce a contagiare<br>tutti, persino gli animi più duri e ostili come quella del Pubblico Ministero.<br>È il grande cuore delle donne a trionfare, delle donne nel senso latino di dominae.<br>Ancora una volta la nostra Carla Maria Russo si è cimentata nella ricostruzione di uno spaccato di<br>vita e società legate ad un&#8217;epoca particolare e complessa: la fine del secolo diciannovesimo, ricca<br>di contrasti e fermenti, un&#8217;epoca più che mai vicina all’attuale, date le problematiche ancora oggi<br>irrisolte.<br>Forte e tenera, ostinata e delicata, duttile ed energica, all&#8217;occorrenza fragile, è alla fine la figura<br>femminile che campeggia davanti a chi ha letto il romanzo.<br>Qualità queste, tutte, che potremmo attribuire a Maria Inez e anche, con le dovute variazioni, ad<br>Ann Bennett, cui viene affidato un compito in apparenza irrealizzabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Recensione di Giulia Notarangelo</p>
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		<title>Ulisse e la scienza moderna</title>
		<link>https://carlamariarusso.com/ulisse-e-la-scienza-moderna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carla Maria Russo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 07:57:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pillole di letteratura, storia, arte e varie umanità]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
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					<description><![CDATA[A proposito di conoscenza, di cui parlavamo nel blog della scorsa settimana, vorrei proporvi una riflessione sul canto XXVI dell’Inferno – meglio noto come il Canto di Ulisse – del quale quello stesso argomento&#160; rappresenta il tema centrale, elaborato attraverso la metafora del viaggio, una proiezione simbolica molto cara a Dante e, in generale, alla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A proposito di <em>conoscenza</em>, di cui parlavamo nel blog della scorsa settimana, vorrei proporvi una riflessione sul canto XXVI dell’Inferno – meglio noto come il Canto di Ulisse – del quale quello stesso argomento&nbsp; rappresenta il tema centrale, elaborato attraverso la metafora del <em>viaggio, </em>una proiezione simbolica molto cara a Dante e, in generale, alla iconografia medievale. Tutta la vita terrena dell’uomo è un <em>viaggio </em>verso la vita vera, che è nell’al di là, la Divina Commedia è un <em>viaggio</em>, un metaforico percorso di redenzione e salvezza. <em>&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo nell’ottavo cerchio dell’Inferno, quello detto Malebolge, dove sono puniti i Fraudolenti, ovvero coloro che, per un verso o per l’altro, hanno ingannato gli altri.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, nella ottava bolgia di questo cerchio, sono puniti i <em>consiglieri fraudolenti</em>, i quali hanno dispensato consigli ingannevoli per danneggiare gli altri. Essi appaiono come fiamme in movimento, tanto da ricordare a Dante un campo pieno di lucciole. Fra le fiamme che vagano per la bolgia, ve n’è una che attira la sua attenzione in quanto ha due lingue.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In essa sono puniti Ulisse e Diomede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sarà con Ulisse che a Dante verrà concesso di parlare. E Ulisse gli narrerà delle sue lunghe peripezie dopo la fine della guerra di Troia e del forte dissidio che, a un certo punto, si accende nel suo cuore fra il desiderio-dovere di tornare dalla moglie e dal figlio ma, anche, quello di proseguire il viaggio, spingersi oltre, navigare verso quegli estremi limiti del mondo che l’uomo non aveva mai varcato prima. Un contrasto intenso tra il richiamo degli affetti e il desiderio di conoscenza. Tuttavia:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>né dolcezza di figlio, né la pieta</em><br><em>del vecchio padre, né ’l debito amore<br>lo qual dovea Penelopè far lieta,<br><br>vincer potero dentro a me l’ardore<br>ch’i’ ebbi a divenir del mondo esperto<br>e de li vizi umani e del valore;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La voglia di conoscere il mondo e di divenire esperto della natura umana ha il sopravvento persino sull’amore e sui suoi doveri familiari, a conferma di quanto potente, secondo Dante, sia l’impulso alla conoscenza negli esseri umani. Così, navigando con i pochissimi compagni rimasti, Ulisse giunge presso la <em>Colonne d’Ercole</em>, tra la Spagna e il Marocco, un luogo fortemente simbolico nelle categorie filosofiche del mondo antico e in particolare, del medioevo, perché rappresentava, geograficamente e metaforicamente, un <em>finis terrae, </em>ovvero la fine del mondo così come lo si conosceva, e dunque un limite estremo, che incuteva paura e rispetto perché investito di una sua <em>inviolabile sacralità.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>…venimmo a quella foce stretta<br>dov’Ercule segnò li suoi riguardi<br>acciò che l’uom più oltre non si metta;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma né il rispetto verso il sacro né la paura dei rischi della sua sfida riescono a fermare Ulisse, il quale, però, per poter proseguire, deve persuadere i suoi compagni a seguirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle parole che Ulisse rivolge ai suoi marinai, il genio artistico di Dante tocca un dei vertici più alti della letteratura di tutti tempi, consegnandoci versi che diventano una sentenza, un archetipo, un paradigma della essenza più profonda che ci rende esseri umani:&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&#8220;O frati,&#8221; dissi, &#8220;che per cento milia<br>perigli siete giunti a l’occidente,<br>a questa tanto picciola vigilia114<br><br>d’i nostri sensi ch’è del rimanente<br>non vogliate negar l’esperïenza,<br>di retro al sol, del mondo sanza gente.<br><br>Considerate la vostra semenza:<br>fatti non foste a viver come bruti,<br>ma per seguir virtute e canoscenza&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">O compagni di tanti pericoli, a quel poco di vita che ci resta non vogliate negare l’esperienza di scoprire ciò che, fino a questo momento, è rimasto inconoscibile. Gli uomini, nella loro essenza più profonda, sono stati creati non per vivere nell’ignoranza e nella paura dell’ignoto, ma per lasciarsi guidare dal coraggio e dalla voglia di scoprire.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cinque mesi durerà il viaggio di Ulisse e si concluderà quando giungono in vista di un’alta montagna, prima di raggiungere la quale, però, un violento turbine, levatosi proprio da quella nuova terra, si abbatte sulla la nave, la fa girare tre volte su se stessa e poi la inabissa con tutti i suoi occupanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Tre volte il fé girar con tutte l’acque;<br>a la quarta levar la poppa in suso<br>e la prora ire in giù, com’altrui piacque,<br>infin che ’l mar fu sovra noi richiuso&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Che conclusione deludente, sotto alcuni aspetti, forse inattesa per il lettore, il quale non comprende come si concili questo drammatico epilogo con la l’esaltazione, oltre che valoriale, anche estetica e artistica del <em>viaggio </em>di Ulisse, il quale – come aveva detto Dante stesso nei versi precedenti &#8211; risponde a un bisogno profondo e incoercibile della natura umana, grazie al quale l’uomo ha potuto intraprendere il percorso dalla ferinità verso l’etica e verso la capacità di distinguere il bene dal male, giacché non può esistere <em>virtute</em> (nel senso latino di inclinazione al bene) senza <em>canoscenza.&nbsp;</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">E dunque viene spontaneo chiedersi perché Dante crei davanti ai nostri occhi l’immagine di un eroe positivo, <em>romantico,</em> titanico, pronto, come Prometeo, a sfidare ogni divieto posto dagli dèi alla conoscenza umana, per poi punirlo, per precipitarlo con un <em>folle volo </em>negli abissi, proprio quando è a un passo dal saziare la sua curiosità, dallo scoprire il mistero per il quale ha messo a rischio la vita.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risposta a questa contraddizione va ricercata nella formazione etico-religiosa di Dante, secondo la quale <em>&nbsp;il viaggio verso la conoscenza </em>è in sé sempre positivo &#8211; lui stesso ne propone uno al lettore, attraverso la sua<em> Commedia </em>– proprio perché risponde a un bisogno profondo della natura umana. Tutto sta, però, nel comprendere <em>quale ne sia il fine</em>, <em>dove esso tenda</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la metafora della nave di Ulisse che si inabissa, Dante sembra volerci offrire un severo ammonimento: la possibilità di conoscere da parte dell’uomo non è infinita, non è illimitata. Essa deve fermarsi di fronte al <em>Sacro, </em>di fronte alle <em>Colonne d’Ercole</em> poste dalla divinità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ulisse, come Prometeo, sfidando quei limiti, pecca di arroganza e di superbia perché <em>profana</em> <em>il sacro, </em>di fronte al quale ogni essere umano deve accettare di fermarsi, pur senza conoscere altra&nbsp; spiegazione per questo divieto se non: <em>perché è così.</em><em>&nbsp; Com’altrui piacque</em>, dice Ulisse, dove <em>Altrui </em>allude a <em>Qualcuno </em>o <em>Qualcosa</em> di più grande dell’uomo, cui egli deve sottomettersi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E dunque, sì, per Dante esistono limiti alla conoscenza umana, esistono <em>Colonne d’Ercole</em> che non possono e non devono essere valicate, perché questo tipo di sfida potrebbe privare la conoscenza del suo valore positivo, guidarci verso il bene, e stimolare valori negativi, di superbia, di arroganza, di senso di onnipotenza, di sopraffazione verso i propri simili, spingendo l’essere umano non più verso un percorso di miglioramento e redenzione ma verso una <em>selva oscura</em>, dove si smarrisce la <em>retta via </em>e si precipita verso un <em>folle volo</em>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In ultima analisi, la tematica di questo canto ripropone al lettore un quesito attualissimo soprattutto oggi, circa i limiti della ricerca scientifica: la scienza deve avvertire come un dovere etico e morale la necessità di fermarsi di fronte a ciò che potrebbe violare alcuni valori universalmente percepiti come sacri (si pensi ad esempio alla clonazione di altri esseri umani) o, al contrario, non deve porsi alcun limite, considerando la percezione della sacralità come una superstizione e un retaggio del passato? E ancora: la scienza deve porsi il problema etico del fine, dell’utilizzazione delle sue conquiste, o procedere nel suo cammino a prescindere da qualunque interrogativo di carattere etico?&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
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